Me lo ricordo, nelle Coccinelle…

Ho conosciuto Cosma quando, bambino, volle entrare negli scout. Andammo a trovarlo noi tre capi (io, Stefania e Fabio) e incontrammo lui e la sua famiglia. Mi colpì subito la semplicità e la profondità di quella casa. Me lo ricordo, nelle Coccinelle, pieno di entusiasmo e sono tante le fotografie in cui sorride con quei suoi occhi brillanti e intelligenti.

Ho avuto la fortuna di ritrovarlo più grande quando, a sedici anni, con gli altri suoi coetanei, passò in Noviziato. Con Giovanni siamo stati i suoi Capi Scout nel cosiddetto anno del Noviziato e sono stati nove mesi intensi e ricchi di avvenimenti. Il Noviziato di allora era composto da quattro maschi (Cosma, Mattia, Giancarlo e Jacopo) e quattro femmine (Lucia, Luisa, Giulia e Margherita). Ci incontravamo una sera la settimana insieme ai ragazzi del 1991, e da subito Cosma si è mostrato maturo e mai banale. Nelle discussioni e nei confronti che si intavolavano su vari temi di attualità non si faceva mai mancare un’opinione; era un ragazzo attivo ed eclettico anche al di fuori del mondo scout: ci raccontava delle manifestazioni e degli scioperi a cui partecipava (e lui vi partecipava veramente!) o a delle serate in cui dava una mano al Centro Sociale Magazzino 47. Aveva due forti passioni allora: la montagna (oltre agli scout aveva un vissuto importante con Campo Tres in Val Paghera e d’estate faceva un servizio da volontario in un rifugio) e la corsa agonistica (ricordiamo la costanza delle sue corse serali d’allenamento).
Nel percorso di fede che si proponeva ai ragazzi era molto netto nel rifiutare le istituzioni religiose e nel non accettare i sacramenti, ma, forse inconsciamente, non poteva non godere della Grandezza del Creato e della Natura vivendo così a stretto contatto con la Montagna. Ci dicevamo spesso che era più cristiano di tanti presunti credenti suoi coetanei… per il suo vivere bene il Servizio al Prossimo, per il suo Rispetto verso la Natura.
Viveva il senso della Strada pienamente, di certo con il gusto del Cammino verso le Vette e verso Mete Difficili, ma sapendo anche rispettare i tempi e i ritmi di chi era meno preparato di lui.
Tre episodi ci rimangono impressi nella mente. Per primo la Route Estiva sui Monti della Valle Camonica: il tragitto era stato pensato da lui e Mattia; volevano portarci in alcuni luoghi cui erano legati dai tempi di Campo Tres e che a loro piacevano tanto. Il primo giorno di cammino, sulla cima più alta, il Monte Listino (2750 m), Cosma ci regalò la gioia di poter mangiare un’anguria davanti ad un panorama splendido. Se l’era portata nello zaino per tutta la salita. Ci teneva a questa sorpresa perché, in altre uscite precedenti, avevamo scherzato su quanto ci sarebbe stata bene un’anguria dopo una bella camminata. Cosma era così, attento agli altri, semplice, profondo, generoso. In cima, sulle montagne, era felice.
Il secondo episodio è legato al mese di Agosto 2008, quando partecipammo come Noviziato ad un Campo Scout Internazionale in Brasile, a Salvador de Bahia; furono tre settimane spese insieme a Cosma e agli altri ragazzi completamente immersi in una cultura diversa dalla nostra, in luoghi lontani e affascinanti, in quartieri poveri, ma ricchi di dignità e voglia di vivere. Un tempo breve, ma intenso che ci unì tutti in un legame che è rimasto tuttora, anche se, dopo quell’avventura con cui concludemmo l’anno, prendemmo tutti strade diverse.
Ma, prima di separarci, abbiamo avuto ancora la gioia di vedere Cosma e gli altri su un palco; in ottobre i ragazzi avevano organizzato in modo autonomo una toccante Veglia a memoria dell’esperienza brasiliana, ricevendo i complimenti di chi assistette allo spettacolo al Teatro della Badia, una Veglia che ora rimarrà eternamente nei nostri cuori.

Lucia e Giovanni