Eravamo rappresentanti di istituto insieme…

Eravamo rappresentanti di istituto insieme, io in quarta e lui in terza stessa sezione, eletti con più di 300 voti… ci sembrava un gran successo. Eravamo quelli che volevamo un’assemblea al mese, quelli che volevano lasciare un contributo vero, tra autogestioni partecipate e qualche momento dove si sognava anche l’occupazione, questa parola che al tempo ci sembrava così potente e così forte che davvero credevamo di cambiare le cose, di “spaccare il mondo” di ribaltare le riforme della scuola e i politici dal loro trono.
Cosma su questo pareva non avere ostacoli, aveva quel fare da piccolo rivoluzionario, ma allo stesso tempo si faceva capire anche da “quelli con le scarpe firmate” e non aveva paura di dire “io non sono d’accordo”, mai.
Al liceo eravamo più in segreteria per firmare permessi e parlare con il preside che in classe a lezione; non ho mai capito se i professori capivano il nostro spirito, poi è arrivata anche la soddisfazione più grande, quando il vicepreside l’anno successivo è venuto a parlarci perché non aveva visto la nostra lista tra quelle dei candidati…
Eravamo dei sognatori, sognatori di quei sogni grandi e belli che solo il liceo ti regala, ma in Cosma, il sogno era molto vicino alla realtà, era concreto e si facevano piccoli passi per realizzarlo, aveva sicuramente le idee molto chiare, che brillavano nei suoi occhi, quegli occhi rimasti bambini.

Delia